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Fuga invernale in una delle città imperiali del Marocco (e dintorni)

Marocco: Fez e dintorni.

Il Marocco, più precisamente la città di Marrakech, è stato uno dei primi paesi che abbiamo visitato insieme ed essendo stato per noi amore a prima vista con la cultura, la culinaria e l'atmosfera che abbiamo respirato tra la sua medina e i suoi meravigliosi palazzi ci siamo decisi, dopo qualche anno, a tornare per esplorarne altre zone.


Fez è stata la nostra scelta. Una delle 4 città imperiali del Marocco.

Prenotato il volo e un hotel, rigorosamente all'interno della medina (opzione assolutamente consigliata anche per soggiornare a Marrakech poiché solo percorrendo gli intricati vicoli della medina ci si rende conto ed entra nell'ottica di come sia realmente la vita qui) è iniziata la nostra ricerca di informazioni e pianificazione.



Informazioni di base per viaggiare in Marocco:

- è necessario avere un passaporto in corso di validità,

- non è richiesto nessun visto,

- non è richiesta nessuna vaccinazione ma consigliamo l'assunzione preventiva di fermenti lattici prima e durante il viaggio,

-si consiglia un abbigliamento adeguato (è sufficiente evitare abiti troppo succinti, con trasparenze o profonde scollature),

-la moneta locale è il Dirham ed essendo vietata l'esportazione della valuta all'estero è obbligatorio procedere in loco con il cambio (dove più conviene),

- le mance non sono obbligatorie ma è buon uso lasciarle.



1° Giorno


Siamo atterrati a Fez nel tardo pomeriggio, dove ci aspettava il taxi inviatoci dalla struttura (prenotata su Booking). 

Abbiamo poi optato per una cena tipica direttamente nel nostro Riad scambiando due chiacchiere con Mohamed, il gentile e disponibile proprietario, il quale ci ha consigliato guide locali e luoghi da aggiungere al nostro itinerario.



2°Giorno


Partenza in mattinata con destinazione Chefchaouen ma con sosta intermedia in un bellissimo punto panoramico, Sedd Sid Echahed.

Dopo circa 3 ore di pullman rimaniamo stupiti davanti la veduta dell'intera città dall'alto con i suoi iconici edifici blu.

Raggiungiamo l'ingresso della città, noto come Bab Sour, per iniziare ad esplorare passeggiando (a tratti perdendoci piacevolmente) per le sue affascinanti e pittoresche stradine circondati completamente tra il blu dei suoi edifici.


Qui troverete tantissimi negozietti di artigianato locale con tappeti, tessuti, ceramiche, pelletteria e molto altro; molti vi inviteranno all'interno dei loro laboratori con la scusa di mostrarvi tutti i loro prodotti e la loro produzione cercando di convincervi ad acquistare quindi il nostro consiglio è se non siete interessati rifiutate subito e gentilmente il loro invito e non vi daranno più ulteriori fastidi (se invece siete interessati ad acquistare mi raccomando contrattate sempre sul prezzo poiché la contrattazione fa parte della loro tradizione e il valore effettivo non è mai il primo proposto).

Suggeriamo inoltre di fermarvi a pranzo in uno dei ristorantini a gestione famigliare che si incontrano all'interno di questi vicoli poiché i prezzi sono decisamente bassi e la qualità e quantità dei piatti offerti è veramente ottima.

Rientro a Fez nel tardo pomeriggio con cena a base di Tajine nel centro della medina (circa una quindicina di euro in due).


3°- 4° Giorno

Partenza all’alba con destinazione finale Deserto di Merzouga ma con qualche piacevole e inaspettata sosta lungo il percorso.

Dopo un paio di ore infatti ci troviamo ad Ifrane, soprannominata la Svizzera del Marocco, una città residenziale situata ad oltre 1.600 metri di altitudine, circondata dal verde e, neve permettendo, piste sciistiche (purtroppo non presente al nostro passaggio nonostante fosse gennaio).


Poco dopo Ifrane, osservando velocemente il paesaggio cambiare (ci stiamo addentrando nelle montagne del Medio Atlante del Marocco), ci ritroviamo nella tappa successiva: una grande foresta di cedri. 

Qui ci fermiamo ad ammirare da vicino le numerose scimmie in libertà: appisolate tra i rami, giocherellare tra loro ed incuriosite da noi… un’emozione davvero unica!



Tornati sul nostro percorso, dopo un altro paio di orette di strada, facciamo sosta per il pranzo nella cittadina di Midelt, in un ristorantino sulla strada principale con terrazza panoramica. 

Mentre stiamo assaporando il nostro cous cous di carne ci guardiamo intorno e ci accorgiamo che il paesaggio, in lontananza di fronte a noi, sta di nuovo cambiando: diventa da montuoso a collinare, il verde si dirada e inizia a vedersi un terreno molto più sabbioso.


La sosta è finita ma abbiamo ancora un pò di strada da percorrere, difatti dopo meno di ora di pullman, arriviamo in un meraviglioso punto panoramico affacciato sulla Valle dello Ziz dove rimaniamo estasiati da immensi canyon di terra ocra che racchiudono al loro interno un maestoso palmeto di datteri.



Finalmente dopo 8 ore complessive di strada (con soste), siamo giunti a 30 Km dal confine con l’Algeria e qui inizia ora il nostro vero viaggio insieme ai Berberi per addentrarci dentro al Deserto di Merzouga. 


Prima però ci invitano ad entrare in una tenda, che funge da negozio di tessuti, dove ci spiegano come avvolgere sul capo le loro sciarpe tradizionali per proteggerci dalla sabbia e dal sole e ci viene offerto un immancabile tè marocchino.



Anche il pomeriggio è così trascorso e inizia vedersi in lontananza il sole tramontare. 

È arrivato finalmente il momento di salire sui cammelli per addentrarci tra le dune del deserto per raggiungere il campo tendato dove passeremo poi la notte. 


Il “trekking” sui cammelli al tramonto per noi è stata un’esperienza davvero memorabile… ti fa toccare con mano l’immensità e la bellezza di questi luoghi, ti infonde una pace immensa e ti immerge totalmente in colori e sfumature uniche che ti emozionano e lasciano il segno. 

Ti fa anche capire la difficoltà di queste tribù berbere che devono camminare km per uscire dal deserto, camminando in salita e discesa costante tra le dune, rischiando ad ogni passo di scivolare, cadere o venire travolti da raffiche di sabbia (senza l’uso dei cammelli per noi “stranieri” sarebbe impossibile raggiungere, con la sola forza delle nostre gambe, i loro campi tendati).




Arriviamo al campo tendato (dopo circa un ora di cammello), una sorta di resort beduino, dove ci viene assegnata la nostra tenda e ci invitano poi a raggiungere la tenda centrale per la cena tipica berbera. 


Se pensate di farvi una bella doccia calda sappiate che qui nel mezzo del nulla è già tanto avere una bella doccia di acqua fredda e tenete conto che nel mezzo del deserto di notte c’è una forte escursione termica e le tende non sono riscaldate quindi vi consigliamo di portarvi dell’abbigliamento tecnico da usare come pigiama (nonostante questo e ben tre piumoni sul letto abbiamo comunque avvertito la bassa temperatura e l'umidità pungente della notte).


Dopo la cena ci hanno preparato un bellissimo spettacolo tradizionale con tamburi e canzoni della loro tradizione. Prima di andare a dormire ci siamo concessi un momento relax ad osservare il cielo notturno tempestato di stelle e costellazioni luminose e pienamente visibili da qui.



La mattina successiva ci aspettava un fresco risveglio, un’abbondante colazione tradizionale e poi l’ultimo saluto a questo luogo indimenticabile, tra le sfumature dell’alba e il silenzio del deserto…

Successivamente ci hanno riaccompagnato, per un tratto sterrato, con una jeep fino alla strada principale per ricominciare il lungo viaggio inverso verso Fez.



5° Giorno


Chi dice che in Marocco non piove mai? Ebbene noi siamo stati testimoni di una giornata totalmente grigia in cui è piovuto da mattina a sera, semi allagando strade ma rendendo la popolazione di Fez molto felice e grata per questo saltuario avvenimento (penso che sia raro vedere la Medina semi deserta con quasi tutti i negozi chiusi poiché la pioggia era un avvenimento da celebrare in famiglia).


Nonostante il meteo avverso abbiamo comunque deciso di prendere una guida locale per addentrarci e capire come orientarci meglio negli intricati Souk (mercati artigianali locali).

Abbiamo anche visitato le famose Concerie a cielo aperto caratteristiche di questa città, la porta blu Bab Boujloud circondata da bancarelle del mercato della frutta e verdura, il Palazzo Reale (visibile solo dall’esterno) e un Museo di storia e cultura locale.

Abbiamo aspettato la sera perdendoci tra i vicoli della medina e facendo un pò di shopping nel Souk, concludendo questa giornata con una cena a base di Tajine nella piazza principale.



Si è concluso così il nostro secondo viaggio in Marocco, questo meraviglioso paese che amiamo sempre di più e che speriamo di esplorare di nuovo in futuro.


Al prossimo viaggio! 😁






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