India. Alla scoperta del triangolo d'oro: tra colori, clacson e profumi
Era da anni che sognavamo di visitare le bellezze e scoprire la cultura dell'India (avevamo già in programma un viaggio in questo paese, saltatoci poi causa periodo covid) e finalmente siamo riusciti a realizzare anche questo nostro sogno.
Abbiamo impiegato mesi ad organizzare le tappe, stilando una lista dei luoghi che volevamo assolutamente visitare e alla ricerca di un fidato driver che ci accompagnasse in questa nostra avventura, consigliandoci hotel dove dormire, ristoranti in cui mangiare e magari qualche luogo o esperienza meno turistica da poter fare.
Il nostro itinerario è stato una vero e proprio triangolo sulla mappa poiché siamo arrivati a Delhi, ci siamo poi spostati ad Agra e Jaipur e abbiamo concluso il nostro viaggio di nuovo a Delhi.
Delhi
Abbiamo dedicato due giorni emmezzo per visitare alcune parti e monumenti di questa caotica città che ci ha accolti con lo strombazzare frenetico dei clacson delle automobili e una varietà incredibile di mezzi sulle strade (dal carretto in legno trainato da bufali o asini, ai tuc tuc sgargianti e motorini che trasportavano intere famiglie).La nostra prima tappa è stata al Red Fort (o Forte Rosso), situato nella Vecchia Delhi, è un imponente complesso di arenaria rossa patrimonio dell'UNESCO.
Noi ci abbiamo dedicato un paio di orette per poterlo visitare in tutta tranquillità poiché al suo interno, oltre al palazzo in sé, si trovano delle tombe, dei giardini (con socievoli scoiattoli) e tantissimi angoli particolari da ammirare.
Per evitare lunghe file in biglietteria consigliamo di recarvi sul posto un pò in anticipo o far acquistare direttamente i biglietti dal driver in precedenza (come abbiamo fatto noi).
La seconda tappa è stata al Tempio di Akshardham, nella zona di Nuova Delhi; si tratta di un imponente e spettacolare complesso spirituale famoso per gli spettacolari intarsi e sculture in pietra. Essendo un luogo di culto molto importante, al suo interno non si possono introdurre macchine fotografiche o cellulari ed è vietato fare fotografie (inoltre si entra scalzi, come per tutti i templi indiani) ma la bellezza di questo luogo, cha lascia a bocca aperta per i dettagli, la complessità delle scene mostrate sulle sue pareti di marmo bianco e i giochi di acqua nelle fontane, rimane facilmente nella memoria di chi lo visita!
Altra fermata, direi fondamentale, è quella al RaJ Ghat, il memoriale dedicato a Mahatma Gandhi, situato a Nuova Delhi. Si tratta del luogo della sua cremazione, contrassegnato da una lastra di marmo nero collocata al centro di un vasto giardino; è un sito di pellegrinaggio aperto al pubblico con ingresso gratuito, in cui si respira un grande senso di pace e si percepisce la spiritualità profonda del luogo.
Un altro luogo di culto visitato è stato Birla Mandir, un importante tempio indù situato a Nuova Delhi, dedicato alla dea della ricchezza e costruito in marmo rosso e bianco. L'ingresso è gratuito e, come per tutti i templi, al suo interno è vietato fare fotografiche e bisogna togliersi le scarpe (la sensazione di camminare a piedi nudi sul freddo marmo circondati dal silenzio o dalle preghiere, avvolti dal profumo dell'incenso rende inoltre la visita davvero suggestiva e si entra totalmente nel mood del luogo).
Il Tempio del Loto, inaugurato nel 1986 e situato nella zona sud di Nuova Delhi, a forma di fiore di loto che simboleggia pace, purezza, amore e immortalità è una meraviglia di ingegneria e design che merita sicuramente una sosta veloce.
Un'altra fermata importante è quella all'India Gate (sempre nella zona di Nuova Delhi), un maestoso arco dedicato ai soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale, costruito in arenaria rossa e simbolo nazionale della memoria storica.
Nel cuore di Delhi si trova il giardino di Lodhi, uno spazio verde di oltre 30 ettari, molto bello e molto frequentato dai locali; si tratta di una via di mezzo tra un parco e un sito archeologico (era il luogo di sepoltura dei sovrani). Al suo interno troviamo, oltre alle tombe, vasti sentieri pedonali, fontane e laghetti, campi da cricket e piste da jogging circondate da tante varietà di piante esotiche (è anche oasi faunistica). Ingresso gratuito e aperto al pubblico dal mattino alla sera.
L'ultima tappa del nostro viaggio a Delhi è stata il vasto e meraviglioso complesso della Tomba di Humayun (imperatore Moghul), patrimonio dell'UNESCO e luogo che ha ispirato la costruzione del Taj Mahal. Più che una tomba ricorda un lussuoso palazzo con un vasto giardino diviso in parti uguali da giochi d'acqua e fontane.
Ci abbiamo dedicato circa tre orette per ammirarlo nella sua totalità, aspettando anche le luci del tramonto che rendono il luogo ancora più suggestivo.
Partiti da Delhi, dopo qualche ora di macchina, accompagnati da svariati clacson, paesaggi rurali che si alternavano a piccoli caotici paesi dove sembrava che il tempo si fosse fermato, siamo giunti ad Agra nel tardo pomeriggio. Abbiamo deciso di passare qualche ora in una fabbrica tessile locale (consigliataci dal nostro driver) per fare un po' di shopping e concludere la giornata con una cena tipica con spettacolo di danze locali.
La mattina successiva ci siamo svegliati all'alba per dirigerci all'ingresso del Taj Mahal, evitando così lunghe code in biglietteria. Il Taj Mahal, simbolo di una grande storia d'amore e una delle sette meraviglie del mondo, appare davanti ai nostri occhi in tutta la sua maestosità di marmo bianco che cambia colore in base alla luce o il punto in cui lo si guarda. Il complesso non include solo il mausoleo ma anche dei simmetrici giardini con fontane, una moschea e altri edifici per cui consigliamo di tenere a programma un paio di orette per visitare in tutta tranquillità questo incanto. Noi ci siamo inoltre affidati ad una bravissima guida che ci ha raccontato dettagliatamente storia e alcune curiosità interessanti su questo luogo.
Nel primo pomeriggio ci siamo rimessi in macchina con direzione finale Jaipur ma con qualche sosta lungo il tragitto.
La prima sosta è stata a Fathepur Sikri, situata a circa 40 km da Agra, è un antica città fortificata del XVI secolo, patrimonio dell'UNESCO, famosa per essere una città fantasma (abbandonata probabilmente per mancanza di fonti d'acqua) perfettamente conservata. Costruita interamente in arenaria rossa e con un mix di architetture islamiche e indù. Il punto più caratteristico di questo grande complesso è sicuramente la scacchiera gigante con cui l'imperatore giocava usando le ancelle come pedine viventi.
Per visitare nella sua totalità questo complesso serve circa una mezza giornata, soprattutto calcolando che dal parcheggio, dove si trova la biglietteria, si deve poi obbligatoriamente prendere un pulmino che lascia all'ingresso pedonale.
La seconda fermata, prima di arrivare a Jaipur, è stata quella al Chand Baori, uno dei pozzi a gradoni più antichi e profondi dell'India, ha 3500 gradini divisi in 13 piani. Un'architettura particolare e suggestiva con prospettive uniche che lo rendono simile ad un labirinto. La visita non richiede molto tempo e consigliamo anche di collegarla ad un giro veloce al tempio induista di Harshat Mata (si trova proprio accanto). Si tratta di un antico santuario dedicato alla dea della gioia e della felicità, alla cui sommità era presente un sacerdote che offriva benedizioni e svolgeva rituali quindi è stato molto evocativo poter assistere.
La nostra prima tappa è stata al Jal Mahal, un antico palazzo reale situato al centro di un lago. Vederlo al mattino avvolto da una fine nebbiolina è stato davvero affascinante. Curiosità: il palazzo non è visitabile poiché 4 dei 5 suoi piani rimangono sommersi quando il lago è pieno (solo l'ultimo piano è visibile sopra l'acqua).
La più grande attrazione di Jaipur è sicuramente l'Amber Fort, maestosa fortezza in arenaria rossa e marmo bianco, situata su una zona collinare e affacciata sul lago Maota. Patrimonio dell'UNESCO e famosa per la sua particolare e pittoresca sala degli specchi, dove tantissimi piccoli pezzi di specchi e pietre preziose decorano interamente le pareti facendo in modo che una sola piccola candela riesca ad illuminare l'intera stanza.
Per raggiungere la porta principale si deve percorrere a piedi una stretta stradina in salita, percorsa anche da elefanti. All'interno del complesso si trovano quattro grandi cortili, giardini, diversi padiglioni e templi; da alcuni punti panoramici si può inoltre ammirare un pezzo della muraglia che protegge la fortezza (si tratta della terza muraglia più lunga al mondo).
Noi abbiamo dedicato circa tre ore alla visita di questo sito e ci siamo fatti accompagnare da una guida.
Il City Palace, uno dei luoghi simbolo di Jaipur, è la residenza attuale del Maharaja ed oltre, all'ala dedicata alla dimora reale e non visitabile, comprende il museo tessile, un'armeria, il cortile dell'amato (con le sue quattro meravigliose porte che rappresentano le 4 stagioni) e vari ambienti aperti al pubblico. Subito fuori da questo palazzo, sotto consiglio della nostra guida, siamo entrati nello storico mercato reale di artigianato locale dove abbiamo approfittato per fare un po' di shopping.
L'Hawa Mahal o Palazzo dei Venti, un capolavoro architettonico rosa con oltre 900 finestre intagliate, che permetteva alle donne reali di osservare le processioni restando invisibili.
I numerosi negozi ai primi piani, che si trovano dal lato opposto della strada, offrono viste panoramiche del palazzo davvero suggestive.
Per concludere la giornata abbiamo fatto una veloce passeggiata nei mercati locali vicini per poter assaporare in pieno l'atmosfera caotica di questi luoghi.
Il giorno successivo il nostro driver ci ha consigliato una visita fuori programma al Gatore Ki Chhatriyan, cimitero dei reali del Rajasthan che ospita splendide strutture in marmo con cupole ad ombrello. E' stata per noi una visita molto suggestiva poiché eravamo tra le poche persone e turisti presenti e siamo stati avvolti dalla quiete e dalla sacralità del luogo.
Abbiamo deciso di salutare questa città visitando un Santuario degli elefanti (ne abbiamo cercato uno ufficiale e riconosciuto dallo stato indiano). Questa è stata per noi un'esperienza davvero emozionante, memorabile e che ha decisamente lasciato un segno in noi.
Si è concluso così questo nostro primo viaggio in India, paese che ci ha lasciato tanto nonostante i pochi giorni che avevamo a disposizione per visitarlo.
Non dimenticheremo mai l'atmosfera che si respira in alcuni luoghi, vedere come vivono nelle zone più rurali tra una città e l'altra, osservare la povertà nelle strade e poter "vivere" la vivacità e il caos sulle strade; Camminare scalzi nei templi e partecipare a riti di benedizione, pur non comprendendo in pieno le parole e il rito, fa cogliere la spiritualità profonda di questo territorio.
Al prossimo viaggio! 😁

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